Scuole a Teatro

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Programma culturale 2017/2018

Il Teatro Orione, è lieto di presentare il nuovo programma culturale per l’anno scolastico 2017-2018.

I nostri spettacoli si prestano all’attenzione degli allievi delle scuole come uso didattico sia per le tematiche affrontate che per la lingua inglese utilizzata in alcune rappresentazioni.

I lavori saranno portati sul palcoscenico del Teatro Orione alle ore 9:00.

Il costo del biglietto è di 6 € per alunno.

Ogni 15 studenti un professore/accompagnatore entrerà gratuitamente.

25 – 26

Gennaio

HOLOCAUST- STANZA 11

DRAMMA

ASSOCIAZIONE MECENATIA

REGIA E TESTI DI CHIARA GIACOPELLI

Rivolto agli ALUNNI DELLE SCUOLE MEDIE E SUPERIORI

Perchè vederlo?

«racconto del vero attraverso il probabile». Al centro di una complessa catena di eventi storico – politici, trovano spazio i legami umani, vissuti in tutte le loro sfumature, messi alla prova da una vorticosa ruota panoramica di imprevisti e terribili scoperte.

TESTI: ITALIANO

120 minuti (incluso intervallo di 15 minuti)

La Sinossi

A metà tra lo storico e il metafisico, “Holocaust”, di Chiara Giacopelli e Oriana Billeci, si presenta come una dissonante giostra di tormentate coscienze. 

Una stazione, una stazione qualunque, attraversata, per una crudele casualità, da otto vite umane sospese, alla soglia di una condanna senza processo: un abbandono di sogni. Il bagaglio è pesante: ciascuno stringe forte il suo, con la sua identità violata, i suoi sacri affetti. Una cupola di gelida follia sovrasta un pugno di esseri umani che tra loro non si conoscono. La giostra gira, finché il filo spinato non assale anche il suo carillon, soffocando la speranza di una libertà innocente in una camera a gas; la giostra compie il suo ultimo giro: in sette minuti. 

20 – 23

Febbraio

BACK TO THE MOULIN ROUGE!

PROSA CON MUSICHE

REGIA DI
ALFREDO FURMA

AIUTO REGIA
MARCO LO GERFO

ASSISTENTE ALLA REGIA
GIUSEPPE RANDAZZO

COREOGRAFIE
FEDERICA LO RE

Rivolto agli alunni di TUTTE LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO

Perchè venirlo a vedere?

Unitamente agli aspetti leggeri e fruibili, verranno evidenziati quelli più spiccatamente educativi e culturali: a suggellare i momenti recitati e coreografici, incentrati sulla vita parigina dell’epoca, vi saranno le celebri canzoni tratte dal film, tutte eseguite rigorosamente dal vivo e in lingua inglese.

ITALIANO ( TESTI RECITATI)

INGLESE: (CANZONI)

In caso di adesione vi verranno inviati i testi delle canzoni utilizzate (sia in lingua inglese che le rispettive traduzioni) e le basi musicali come materiale di studio.

120 minuti (incluso intervallo di 15 minuti)

Back to the Moulin Rouge!” consiste nella rilettura in versione teatrale del celebre film musicale “Moulin Rouge!” di Baz Luhrmann.

Il film, considerato dalla critica cinematografica come atipico nel suo genere, venne calorosamente accolto dal pubblico e il suo inesorabile destino fu quello di diventare un cult del cinema, nonché una pietra miliare del genere che rappresentava.

La storia che Luhrmann ha voluto raccontarci trae ispirazione dall’altrettanto famosa opera lirica “La Traviata” di Giuseppe Verdi (la quale, a sua volta, deriva dal romanzo “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas).

La splendida colonna sonora è, anch’essa, frutto di un creativo lavoro di rimaneggiamento di canzoni non originali, magistralmente riarrangiate da Craig Armstrong: i brani musicali di “Moulin Rouge!”, infatti, rappresentano alcune tra le più ascoltate e apprezzate hit della scena musicale di tutti i tempi.

Elton John, Beatles, David Bowie, U2, Police sono soltanto alcuni degli artisti le cui canzoni sono state reinterpretate e inserite nella colonna sonora del film.

Una tale premessa permette, al contempo, di omaggiare la genialità di un film come “Moulin Rouge!” (e di tutte le opere appena citate da cui esso ha tratto ispirazione e forza per reinventare dei grandi classici) e consente anche di chiarire come la trama di questa storia sia, per sua natura, estremamente duttile e si presti alla possibilità di nuove riletture e rielaborazioni.

Nell’inedita visione drammaturgica e registica che oggi si cerca di presentare, dopo quasi vent’anni dall’uscita del film, il Regista e Autore della Compagnia Teatrale “Dramatis Personae”, Alfredo Furma, si è mosso nella direzione di enfatizzare dinamiche narrative estremamente sottili e inerenti le vicende strettamente personali di personaggi che, nell’opera originale, non hanno avuto modo di emergere.

Attraverso questa nuova interpretazione della storia, si è cercato di cogliere l’opportunità di gettare uno sguardo sullo “sfondo”, verso le profondità di quel contesto soggiacente allo sfarzo, ai lustrini e agli eccentrici colori del famoso locale parigino che rischierebbero inesorabilmente di smarrirsi, di venire adombrate dall’accecante bagliore del plot principale, ovvero dall’appassionata storia d’amore tra i due protagonisti, Satine e Christian.

Una meravigliosa storia d’amore, sì, certo. Ma non solo.

Al di là della struggente e travagliata storia d’amore a cui i nostri animi da spettatori sono stati ammaestrati ad illanguidirsi da decenni di trame simili tra loro (non senza una certa meccanicità e a prezzo, forse, di una piccola dose di spontaneità), questa volta, la bellezza troverà posto negli anfratti più bui, reconditi, intimi, miseri, realistici e, in una parola, UMANI, della vita.

In questo sguardo, vengono raccontate “le storie nella storia”, restituendo uno spessore del tutto dovuto alla vita “vera”.

Chi erano quegli uomini e quelle donne, quegli artisti che resero grande il Moulin Rouge? Cosa desideravano intimamente? Per quali ideali si battevano? Perché frequentavano quel posto?

Abbandonandoci a questo tumulto pittorico, a questa danza vorticosa di colori e di passioni, intrisa di parole e di suoni, di immagini e di passi di danza, abbiamo deciso di attingere ad una tavolozza fatta di tonalità meno pure, più scure, di quei colori “misti”, di cui parla Toulouse, proprio per raccontare la disarmante sfumatura del “margine”.

Si tiene, comunque, a precisare che pur avendo assecondato l’istinto e l’urgenza di narrare gli aspetti maggiormente umbratili della storia (o di una “possibile” storia al Moulin Rouge), non abbiamo rinunciato alla leggerezza, all’accessibilità e al giocoso surrealismo del film, mantenendo di fatto l’orientamento verso un target “familiare” di spettatori. ANSPI DON ORIONE PALERMO Sede Teatro Orione: Via Don Orione 5- Palermo Per Info: Fabiana Messina 3807638660 www.teatroorionepalermo.it

NB: Se la scuola lo desidera, per agevolare la fruizione dell’opera da parte degli alunni e del corpo docente e per invitare il pubblico alla condivisione interattiva dei momenti cantati, verranno forniti anticipatamente all’Istituto i testi delle canzoni con annesse le relative traduzioni e basi musicali.

23

Marzo

ANDERSEN’S SOLITUDE

MUSICAL

COMPAGNIA DE” LA PIAZZA DEGLI ARTISTI”

DRAMMATURGIE E LIRICHE DI
FABRIZIO ROMAGNOLI

MUSICHE DI
CLAUDIO SANTOMAURO

REGIA DI
FABRIZIO ROMAGNOLI

Rivolto agli  alunni delle SCUOLE SUPERIORI

Le morali intrinseche nelle fiabe di Andersen sono state e saranno sempre contemporanee. Il musical offrirà un viaggio introspettivo nella vita di Andersen,attraverso quella diversità che unisce le persone sole, che conforta le anime disperate, che sicuramente dilania ma fa assolutamente crescere ogni singolo individuo.

TESTI: ITALIANO

120 minuti (incluso intervallo di 15 minuti)

L’autore del musical, Fabrizio Romagnoli, ci confida:

“Ho pensato di scrivere uno spettacolo su Hans Christian Andersen perché in pochi sanno che ha avuto un’infanzia molto difficile e di grande solitudine con un padre calzolaio,convinto di essere un grande poeta, e una madre alcolizzata che incolpava il marito per il fallimento della loro vita coniugale.

Crescendo, Andersen, era solito passare i pomeriggi isolato nella sua cameretta per immergersi nei mondi immaginari che creava con l’ausilio del suo fedele teatrino.

Andersen era triste, solitario, troppo alto, troppo magro, un diverso!

Andersen era solo, ma solo nella sua mente; nel suo mondo c’erano tante storie,tante fiabe, tanti personaggi che lo capivano e gli tenevano compagnia.

Andersen’s solitude, la solitudine di Andersen, è un musical farcito di situazioni comiche, ironiche, sarcastiche, dissacratorie, assurde e paradossali con liriche che enfatizzano l’universalità delle fiabe attraverso musiche originali capaci di creare atmosfere uniche e singolari.

Sette performer prestati in toto alla necessità artistica di uno spettacolo che urla attenzione, passione, vita e amore dell’essere umano che “nasce solo e muore solo”.

Una solitudine che diventa il vivere comune in un mondo troppo concentrato sul singolo, sulla persona e non più sull’insieme, sulla comunità, sulla necessità di comunicare con il prossimo.

Un musical in due atti e sette quadri che richiede ai componenti del cast una grande duttilità interpretativa sia nel canto che nella recitazione perché le situazioni cambiano repentinamente da un quadro all’altro nel rispetto della necessità emotiva dettata dai personaggi che agiscono nelle relative scene di teatro contemporaneo.

Un viaggio.

Un percorso.

La sua vita.

Il nostro mondo.

Dalla prima all’ultima riga scritta da Andersen ci si ritrova in un mondo dove vive il”per sempre”, dove il tempo, non ha un tempo ma dura per l’eternità! “

Ed ancora:“Il musical “ANDERSEN’S SOLITUDE” ha l’intento e la necessità di essere una lezione di vita per l’oggi, il domani, il sempre!

La diversità, l’incognita del futuro, la morale che insegna, apre l’anima e ne dilania le profondità attraverso le ferite vissute, ricevute e/o provocate, l’essere quell’uno, nessuno e centomila tanto urlato anche da Pirandello, non può che stimolare e accelerare quel dialogo di ricerca che l’essere umano tanto brama di instaurare con se stesso, conscio delle difficoltà e paure intrise nel tanto voluto ma sempre evitato percorso.

Hans Christian Andersen, un uomo che solo al mondo, con mille e piùsfaccettature sentite, percepite e non vissute funge da ispirazione ad un musical che ci invita a viaggiare nei meandri dell’anima dell’essere umano.

Un viaggio attraverso quella diversità che unisce le persone sole, che confortare le anime disperate, che sicuramente dilania ma fa assolutamente crescere ogni singolo individuo.

Le morali intrinseche nelle fiabe di Andersen sono state e saranno sempre contemporanee e insegneranno sempre qualcosa in più a tutti, anche a quelli che si ostineranno a dire che non c’è più niente da imparare.

La vita e i suoi risvolti sono immensi e non è mai tardi per iniziare a riflettere sulla nostra esistenza”.

(Fabrizio Romagnoli)

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